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LA CAMPAGNA DELLA TUSCIA
Il paesaggio della Tuscia Viterbese ha il pregio, assai
raro, della mutevolezza, proponendo un ricco campionario di occasioni
ambientali che poche altre zone d'Italia possono vantare. La precedenza
va alle riserve naturali del lago di Vico (Caprarola), della Valle del
Treja (Calcata), di Monte Rufeno (Acquapendente), di Marturanum (Barbarano
Romano) e della Valle dei Calanchi (Bagnoregio). I vasti arenili della
costa tirrenica hanno dovuto però pagare un pesante tributo ad
irrazionali urbanizzazioni, cedendo anche ampi spazi alla Centrale Enel di
Pian dei Gangani. È rimasto indenne, invece, l'entroterra maremmano dove
si aprono vaste coltivazioni di frumento, barbabietole e ortofrutticoli
alternate a macchie e boscaglie di vegetazione mediterranea. Più a monte,
verso le pendici dei Volsini e dei Cimini, la campagna riacquista comunque
gli antichi valori, specialmente nella zona del lago di Bolsena. Le sue
acque occupano un cratere di grande dimensione lasciando affiorare due
isole, la Bisentina e la Martana (ricordata per l'uccisione della regina dei
Goti, Amalasunta). La prima, raggiungibile da Capodimonte e Bolsena con
veloci imbarcazioni, ha tutti i pregi di un paradiso terrestre. I Farnese
l'hanno abbellita ai tempi del Ducato di Castro (1537-1649) di preziose
opere d'arte; il principe del Drago, mecenate dei nostri giorni, l'ha dotata
di raffinati servizi per convegni, spettacoli ed incontri culturali.
Altrettanto seducente appare il ritratto del lago di Vico, nel cuore dei
Cimini a 500 metri di altitudine. L'area circostante è un museo vivente
di flora e di botanica dove convivono, protetti dalla riserva naturale,
specie rarissime di uccelli acquatici tra vegetazioni, altrettanto
apprezzate, di faggi, castagneti e noccioleti.
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