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Acquapendente


Abitanti 5868

Fa parte dell' Alta Tuscia, ai confini con Toscana e Umbria. Prima del 1964, quando la via consolare Cassia rappresentava il collegamento preferenziale tra Firenze e Roma, Acquapendente era al centro di un consistente movimento che sosteneva l'economia di ristoranti (alcuni dei quali diventati famosi), alberghi e locande. Nei secoli passati la cittadina costituiva anche una statio privilegiata nel cammino dei pellegrini che, attraverso la Via Francigena, si dirigevano a Roma e alle coste della Puglia verso la Terra Santa.

Il primo documento storico ci porta al 964, quando Oddone I vi costruì un castello che poi passò agli Svevi. Il monumento più rappresentativo è la cattedrale del Santo Sepolcro, sorta intorno all'anno Mille sul sacello che Matilde di Westfalia fece erigere con le stesse dimensioni del Sepolcro di Cristo. Consacrata nel 1149 e più volte ristrutturata, acquistò nel 1649 il, titolo di cattedrale. Dopo i danni dell'ultima guerra è stata in gran parte riedificata su progetto di Vincenzo Fasolo. Nell'interno, pregevole l'ancona nel transetto destro, opera in terracotta smaltata di Jacopo Beneventano (1522) raffigurante il Pa dreterno adorato dagli angeli; il coro ligneo (1685-1688) nell'abside è riferito all'artista Matteo Tedesco. Nella cappella di Sant' Ermete si venera il santo patrono, raffigurato in una statua di cera. Sotto il presbiterio, tra le due scale di accesso, è collocato un pregevole fonte battesimale del Trecento. La cripta risale alla seconda metà del X secolo: 9 navate con 22 colonne sormontate da ricchi capitelli. Venne eretta sulla primitiva edicola del Santo Sepolcro che si trova al centro, coperta da una piramide a base rettangolare. Secondo la tradizione custodisce una reliquia litica bagnata del sangue di Cristo.

La torre Julia di Jacopo, nelle adiacenze della chiesa, è quanto resta della rocca di Arrigo IV (oggi destinata a centro culturale e di accoglienza). La torre dell'Orologio (detta anche di Barbarossa), nella parte più alta del paese, faceva parte del castello imperiale, a lungo tenuto dagli Svevi. Notevole il palazzo Comunale (grande portico neoclassico ); il monumento al centro della piazza ricorda Fabrizio d' Acquapendente (1533?-1619), nativo del posto e famoso per gli studi di anatomia.

Acquapendente è punto di riferimento per escursioni nella riserva naturale di monte Rufeno, che si estende nei dintorni: un'oasi di rilevante interesse ecologico attrezzata per escursioni e trekking. La riserva occupa circa 3000 ettari di terreni prevalentemente boschivi e in posizione collinare. Da quota 200 metri (fiume Paglia) si sale ai 700 metri del monte Rufeno.

Alcuni casolari offrono posti letto e ristoro con prodotti tipici: uno in particolare (il casale Giardino) ospita il museo del Fiore, con sezioni tematiche (introduzione al mondo del fiore, i fiori nella riserva di monte Rufeno, la morfologia del fiore, insetti e fiori, le curiosità nei fiori, i fiori e l'uomo) che utilizzano illustrazioni, fotografie e pannelli, plastici e strumenti informatici. L’ampio giardino è disponibile anche per colazioni al sacco.

I Pugnaloni

Secondo la tradizione, l'origine della festa risale al 1166, quando Acquapendente era governata da un tiranno del Barbarossa .«È più facile che quel ciliegio ormai secco da anni fiorisca - avrebbero amaramente commentato due contadini - che il nostro paese possa liberarsi dall'invasore». L'improvvisa e miracolosa fioritura dell'albero venne accolta come un segno della Madonna che diede agli acquesiani la forza e l'entusiasmo per la rivolta. In ricordo di quell'evento, un tempo si infiocchettavano i pungoli (bastoni di legno usati per guidare i buoi e combattere contro il nemico), che oggi sono diventati “Pugnaloni”, enormi mosaici in gran parte composti di fiori con immagini sulla libertà. Nel tardo pomeriggio della domenica successiva al 15 maggio vengono portati in processione dalla Cattedrale del Santo Sepolcro fino al palazzo Comunale.-
I Pugnaloni (una ventina) vengono realizzati la notte precedente da gruppi di giovani divisi in quartieri; dopo la processione si procede al non facile compito dell’assegnazione dei premi alle migliori composizioni. Da qualche anno si è affermata anche la tradizione dei “ mini-pugnaloni” eseguiti con altrettanta bravura dai ragazzi del posto.

 

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Come Raggiungere Acquapendente

Da Roma, via Cassia fino ad Acquapendente. Dall' autostrada del Sole, uscita al casello di Orvieto e Orte.

Distanze
Viterbo Km. 50..
Roma Km. 150
Firenze Km. 198.
Siena Km. 92.
Perugia Km. 100.
Orvieto Km. 26.
Mare (Tarquinia) Km. 80.

 
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