Si trova nella Maremma Viterbese, ai confini con la
Toscana. Ha ospitato agli inizi dell'Ottocento Luciano Bonaparte a cui il
pontefice Pio VII conferì il titolo di Principe di Canino. Al fratello di
Napoleone si deve anche un grande impulso alle ricerche archeologiche,
soprattutto presso l'antica città di Vulci.
Nella collegiata dei Santi Apostoli Giovanni e Andrea,
risalente alla fine del Settecento, si apre la cappella Bonaparte, dove si
trovano i monumenti funebri di Carlo Bonaparte (padre di Napoleone e
Luciano), Cristina Boyer (prima moglie di Luciano), Giuseppe Bonaparte
(figlio di Luciano, morto all'età di 14 mesi) e di Luciano Bonaparte
rappresentato sul letto di morte accanto alla moglie. Le opere, in marmo
di Seravezza, portano la firma del Laboureur e del Pampaloni. Nella chiesa
si possono ammirare anche un dipinto quattrocentesco di Mariotto
Albertinelli, alcune tele sei-settecentesche (Domenico Corvi, Sebastiano
Conca, Monaldo Monaldi e Marcello Leopardi), due tondi di anonimo fiammingo,
un ritratto di Pio VII di scuola francese, una Natività della scuola
del Perugino, un crocifisso ligneo del XIII secolo e le reliquie di San
Clemente. L’ex convento di San Francesco, nella parte alta del paese,
lungo la strada per Valentano, viene ricordato per aver ospitato, secondo la
leggenda, il poverello di Assisi.
Caratteristico il centro storico con viuzze e piazzette
animate da piccoli negozi.