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Castel Sant'Elia
In posizione strategica, su uno sperone tufaceo che domina la bellissima valle Suppentonia. La parrocchiale conserva le reliquie dei protettori Sant'Anastasio e San Nonnoso.
Attraverso un viottolo campestre (la "strada dei Santi") si raggiunge il fondovalle, dove si trova la basilica di Sant'Elia, una delle più suggestive di tutta la regione. Venne innalzata nell'VIII secolo su un precedente cenobio benedettino, ricostruita nell'XI secolo e restaurata nel XIX secolo. I motivi architettonici di origine lombarda si innestano sugli schemi tradizionali delle basiliche paleocristiane che sopravvivono nell'architettura del Lazio e ne costituiscono con i moduli bizantini una caratteristica peculiare. La semplice facciata a tre portali presenta eleganti decorazioni nelle lunette laterali. L’interno a tre navate, con tetto a capriate, è diviso da colonne sormontate da ricchi capitelli provenienti da antichi edifici; nella navata centrale e nel transetto si ammirano i resti del pavimento cosmatesco. Notevole il pergamo, risalente al pontificato di Gregorio IV e ricomposto nel XII secolo con resti di recinzioni presbiteriali dell'VIII-IX secolo. Sull'altare maggiore è collocato un elegante ciborio. Nell'abside e nei transetti si dispongono pregevoli affreschi bizantineggianti della fine dell'XI secolo attribuiti ai fratelli romani Giovanni Stefano e al loro nipote Nicolò. Nel catino: Cristo fiancheggiato dagli apostoli Pietro e Paolo e il profeta Elia; al centro dodici agnelli simboleggianti gli apostoli; in basso Arcangeli e Sante; nel transetto vecchi barbuti dell'Apocalisse, fatti relativi alla morte e alle esequie di Sant'Anastasio e scene tratte dall'Apocalisse di San Giovanni.
La cripta accoglie le tombe dei santi Anastasio e Nonnoso.