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Graffignano
Appartiene al comprensorio della valle del Tevere, nella parte orientale della Tuscia Viterbese. Nel centro storico si innalza il castello Baglioni eretto nell'Alto Medioevo sotto il dominio dell'omonima famiglia che durò fino al XVII secolo, quando il castrum passò a Domitilla Cesi, cui si deve la diffusione sul posto del culto di San Filippo Neri. Alla fine del 1669 il feudo di Graffignano venne trasferito alla famiglia di Federico Borromeo e, in seguito, alla signoria di Scipione Publicola Santa Croce.
La sua forma rettangolare, con torre cilindrica alta una ventina di metri, ne fa uno dei simboli più significativi dell'architettura di castelli del Viterbese. Intorno al castello, che non è visitabile, si dispongono le cosiddette "case di dentro" con le caratteristiche scale esterne e le cantine, già adibite a stalla. Nella parrocchiale sono custoditi la copia del celebre dipinto di Guidi Reni raffigurante San Filippo Neri, un busto ligneo dorato e argentato (XVIII sec. con le reliquie del santo, un quadro settecentesco di San Carlo Borromeo, un reliquiario della Santa Croce e un crocifisso ligneo della Confraternita del Santissimo Sacramento. Poco fuori dall'abitato, sorge il santuario della Madonna del Castellonchio con alcuni affreschi, vari ex voto e un dipinto di scuola umbra raffigurante la Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco.