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Montefiascone

È il Mons Faliscorum dei Falisci (popolazioni etrusche), che sarebbero approdati da queste parti dopo la distruzione dei vari centri dell'ager faliscus ad opera dei romani; ma è anche il "monte del vino" consacrato dalla fama dell'Est! Est!! Est!!!, i cui vigneti ammantano le colline digradanti verso la conca del lago di Bolsena. Il paese (600 metri di altitudine) occupa uno spazio strategico sull'orlo del cratere meridionale dei monti Volsini, percorso dalla consolare Cassia, disegnando una silhouette inconfondibile, con i resti della rocca dei Papi e la possente cupola di Santa Margherita. La storia è legata a quella di alcuni pontefici, tra cui Urbano V, considerato il massimo benefattore di Montefiascone: a lui si devono la radicale trasformazione della rocca per ospitare la corte pontificia e il titolo di diocesi. Onori anche a Giulio II, Leone X, Paolo III e Pio IX: a quest'ultimo gli abitanti del posto, in occasione della sua visita nel settembre del 1857, dedicarono la costruzione di una porta (Porta Pia).

Nella parte più alta del paese, accanto alla rocca (recentemente ristrutturata per essere destinata ad attività culturali), si trova la cattedrale di Santa Margherita, la cui cupola è fra le più grandi d'Italia. Alla sua costruzione, che ebbe inizio alla fine del XV secolo, parteciparono numerosi artisti: un certo Magister Antiquus, Michele Sammicheli e Carlo Fontana (autore della cupola nel 1647). La facciata, con le due torri campanarie, venne completata, su progetto di Paolo Gazola, nel 1840. Nell'interno, la cripta accoglie le spoglie di Santa Margherita di Antiochia, martirizzata al tempo di Diocleziano. Il vano della chiesa, a pianta ottagonale con sette cappelle, custodisce tra l'altro una statua marmorea di Santa Margherita (attribuita alla scuola di Arnolfo di Cambio), un pregevole crocifisso ligneo, una terracotta robbiesca con la Madonna e il Bambino e una pala seicentesca della scuola del Sassoferrato raffigurante il Transito di San Giuseppe.

Più a valle, sul percorso dell'antica via Francigena, sorge la chiesa di San Flaviano, una delle più belle costruzioni romaniche della Tuscia Viterbese, edificata nell'XI secolo su preesistenti strutture e costituita da due chiese sovrapposte. Nel XIII secolo venne notevolmente rimaneggiata in forme gotiche sotto il pontificato di Urbano IV; a questo periodo risalgono la facciata che conserva, nella parte superiore e nel campanile a vela, il primitivo stile romanico. II portale d'ingresso, sormontato da una loggetta rinascimentale ricoperta nel Settecento, immette nella chiesa inferiore, a tre navate, divise da pilastri e colonne con capitelli di varia forma, alcuni dei quali di libera interpretazione corinzia, che sostengono archi gotici nella parte anteriore e romanici in quella posteriore. Da qui si sale al matroneo di stile romanico, con tetto a capriate, che custodisce il tronetto di Urbano IV. Interessanti le tre absidi della chiesa inferiore, disposte ad arco; nell'ultimo pilastro a destra è scolpito un piccolo ciborio del Duecento.

Numerosi affreschi decorano le pareti e la parte absidale. Navata destra: sulla parete d'ingresso, Annunciazione, Nascita e Adorazione dei Magi; nell'absidiola, Gesù tra i Santi (XV secolo); nella prima arcata grande, composizione giottesca del XIV secolo: in alto, Crocifissione, in basso scene della vita di San Nicola di Bari, inoltre San Flaviano tra Santa Margherita e Santa Felicita e simboli delle Virtù; nella parte superiore della seconda arcata, Madonna in trono e Santi, in basso Crocifissione e figure di San Giovanni Battista e Urbano IV (XV secolo); nell'abside, Annunciazione (1575); sulla volta dell'abside centrale, Cristo Maestro, sulla parete, San Flaviano (XVI secolo). Navata sinistra: nell'abside, Battesimo di Gesù (XVI secolo); nella prima arcata, Madonna col Bambino e Santi e Deposizione (XVI sec.) nell'edicoletta gotica Padre Eterno e Visitazione (XVI secolo); sulle facciate interne dei pilastri laterali dell'adiacente cappella, San Sebastiano (XV secolo) e Santa Barbara (XVI secolo); nell'interno della cappella, cippi, lastre e sculture del primitivo tempio pagano, un fonte battesimale del XIII secolo e, sulla parete sinistra, Madonna con il Bambino (XV secolo); nella successiva cappella della Maddalena, pregevole Crocifissione e San Sebastiano (XV-XVI secolo); sull'arcata d'ingresso alla cappella degli Innocenti, Trionfo della morte (XV secolo); nell'interno, Strage degli Innocenti, affresco del XV XVI sec. attribuito alla scuola del Perugino inoltre fregi, putti ed altre decorazioni attribuiti al Pastura; sulla parete d'ingresso della chiesa, Crocifissione e scene sulla vita di Santa Caterina d'Alessandria (XV secolo). Il tempio ci riserva la sorpresa della lastra tombale dell'abate Defuc, cui è legata la leggenda del vino Est! Est!! Est!!!, con questo epitaffio: «Est! Est!! Est!!! per il troppo Est qui morì il mio signore Giovanni Defuc».

Tra le altre chiese meritano una visita quella di Sant'Andrea, riedificata nel XI secolo, e quella campestre di Santa Maria (in località Montedoro lungo la strada per Marta), progettata nella prima metà del Cinquecento da Sangallo il Giovane.

Nel centro storico, cui si accede dalla settecentesca porta Aldrovandi, si fanno notare il palazzo Comunale, dominato da un massiccio campanile, il palazzo Renzi, il pozzo di Urbano V e la casa in cui visse, intorno al 1750, l'abate letterato Giovan Battista Casti.

Una strada panoramica scende fino alle rive del lago di Bolsena, con aree verdi attrezzate e alcuni locali di ritrovo.

Ogni anno a Montefiascone, nella prima quindicina di agosto, si svolge la "Fiera del vino": ai numerosi brindisi con i vini della zona partecipano gli abitanti del posto e i villeggianti.

La leggenda dell’Est!Est!!Est!!!

Anno di grazia 1111. Un certo Martino viaggiava con alcuni giorni di anticipo sul gruppo imperiale diretto a Roma (forse dalla città tedesca di Augusta) per l'incoronazione di Enrico V:ne facevano parte scudieri, prelati, nobili, cavalieri, pellegrini, dame di compagnia, mercanti, faccendieri e un tale Giovanni Defuc (per alcuni abate), amante del vino e della buona tavola. Martino, suo fedele tutto fare, aveva il compito di un sommelier ante litteram: ispezionava, cioè, le varie cantine lungo il percorso alla ricerca del vino buono. Quando lo trovava scriveva sulla porta «Est!», ovverosia «C’è!». Se era ottimo raddoppiava l'esclamazione con «Est! Est!! ». Giunto a Montefiascone, dopo aver assaggiato i moscatello del posto, non esitò a rafforzare l’affermazione con un triplice «Est! Est!!Est!!!». A Defuc, sopraggiunto qualche giorno dopo, non sfuggì, la puntigliosa raccomandazione, anzi, di ritorno da Roma, decise di fermarsi per sempre a Monteftascone dove morì, si dice, per il troppo bere. Le sue spoglie vennero composte nella chiesa Chiesa San Flaviano, dove una lastra tombale ne perpetua la memoria.


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Informazioni generali
Montefiascone


Abitanti: 12704
Come arrivare a Montefiascone:
Da Roma, via Cassia fino al km 98. Dall'autostrada del Sole, uscita al casello di Orvieto.
Distanze:
Viterbo Km. 15. Roma Km. 110. Firenze Km. 188. Siena Km. 141. Perugia Km. 88. Orvieto Km. 24. Mare (Tarquinia) Km. 51.



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