Nella parte meridionale della Tuscia Viterbese, Nepi è
rinomata per le sue acque minerali da tavola (fonte dei Gracchi). L’abitato,
dominato dal castello Borgia e circondato da possenti mura, è
attraversato dall'antica via Amerina che dalla valle di Baccano raggiungeva
l'attuale Amelia. Il castello, ricostruito dai Borgia nel XV secolo sui resti
di un maniero feudale, si presenta con quattro torrioni angolari di differente
grandezza e due torri, di cui una cilindrica attrezzata per la visita. Nell’interno,
in restauro, si aprono una vasta sala rettangolare e due sale più piccole.
La cattedrale dell'Assunta venne costruita nel XII
secolo su un tempio pagano, successivamente modificata intorno alla metà del
Settecento e nuovamente riedificata nel 1831 a seguito dell'incendio da
parte delle truppe francesi. All'antica struttura appartiene la cripta che
incorpora la primitiva ara pagana a nove navatelle, divise da ventisette
colonnine con ricca varietà di capitelli. Il vasto interno della chiesa, a
cinque navate, custodisce il sarcofago di San Romano, di scuola berniniana,
e un trittico a sportelli attribuito a Paolo Romano. Nella sagrestia è
custodita una tavola della fine del Quattrocento con San Romano e San
Tolomeo.
Presso l'attuale cimitero, si accede alle catacombe di
Santa Savinilla, percorribili per oltre 200 metri. I loculi, su tre file
sovrapposte, comprendono un migliaio di tombe e una trentina di arcosoli di
deposizione; sono visibili alcune iscrizioni funerarie riferibili al IV
secolo.
Tra le altre chiese si fanno notare quelle di San
Tolomeo (iniziata da Sangallo il Giovane e rimasta incompiuta nel 1606),
di Sant'Eleuterio (restaurata nel XVI secolo), di San Pietro
(con presbiterio "voltato"), e di Santa Croce (risalente
all'anno Mille con facciata settecentesca). Elegante il palazzo Comunale
il cui progetto originario, elaborato dal Vignola su commissione di Pier
Luigi Farnese, venne realizzato molto più tardi e in tutt'altro stile con
apporti di Antonio da Sangallo il Giovane e di altre maestranze in periodi
successivi.
In alcuni ambienti è allestito un piccolo museo Civico
con reperti provenienti dalle numerose necropoli cittadine: vasellame in
bucchero e ceramiche a impasto (VII-VI sec. a.C.), sculture e lapidari romani;
una sezione è interamente dedicata all'età medievale e rinascimentale.