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Vignanello


Abitanti 4812

Fa parte del gruppo collinare dei Cimini, tra castagneti e vaste coltivazioni di noccioleti. Il periodo di maggiore sviluppo urbanistico ed economico è legato a Francesco Ruspoli, nel primo trentennio del Settecento. Il monumento più rappresentativo è il castello Baronale (o palazzo Ruspoli), che venne edificato su una preesistente struttura benedettina intorno al 1280, al tempo di papa Nicolò III e dei prefetti Di Vico. Il più radicale rinnovamento è opera del primo conte di Vignanello, Sforza-Marescotto, nella metà del Cinquecento, secondo i progetti del Sangallo.L'edificio venne dotato di merli ghibellini e assunse quell'austerità che ancor oggi ammiriamo, con i quattro torrioni angolari muniti di contrafforti che si ergono dal profondo fossato. Sui lati lunghi delle possenti mura poggiano due vetusti ponti levatoi: uno dà sulla piazza centrale del paese, l'altro sul giardino voluto nel Seicento da Ottavia Orsini, la figlia di Vicino, ideatore del Sacro Bosco di Bomarzo. L'androne, che disimpegna ai vari appartamenti, sorge nello spazio precedentemente occupato dal cortile; il progetto di copertura (1569) è attribuito al Vignola. Un albero genealogico, dipinto all'interno, chiarisce che il capostipite dei Marescotti, tale Marius Escotus, discendeva da uno dei comandanti di Carlo Magno, a sua volta della reale casa scozzese di Douglas e conte di Gallivaglia. Le numerose stanze situate al piano nobile, che offrono una bella vista sul giardino, accolgono alcuni apprezzabili affreschi e ritratti di varie epoche con soggetti e personaggi che hanno fatto la storia del palazzo.Il giardino, che viene considerato uno straordinario esempio di modello compiuto di "giardino all'italiana", ha il raro pregio di essere giunto a noi pressoché integro. La sua realizzazione (da datare agli inizi del Seicento) porta la firma di Ottavia Orsini moglie di Marcantonio Marescotti, simboleggiata dalle sue iniziali e di quelle dei figli (Sforza e Galeazzo) nel disegno del bordure di bosso collocate nei riquadri del parterre. Lo spazio rettangolare, percorso da quattro viali e suddiviso in dodici parterre allineati, è un'armoniosa geometria di siepi miste, formate da alloro, lauro-ceraso, viburno, tino e bosso. Al centro è collocata una peschiera circondata da una balaustra, mentre a livello dei bastioni si distende il "giardino segreto" di Ottavia, sotto cui si insinuano gallerie e grotte in gran parte ancora inesplorate.Nel 1704 la famiglia prese il nome Ruspoli, ciò avvenne in seguito alla celebrazione del matrimonio di Sforza-Marescotti con Vittoria Ruspoli.A Francesco Ruspoli si deve, tra l'altro la costruzione della collegiata di Santa Maria, consacrata l'8 novembre 1725 da Benedetto XIII. Nell'interno tardo-barocco si ammirano un pregevole organo, a cassa settecentesca, e una ricca Gloria lignea entro cui è collocata l'immagine della Madonna col Bambino, attribuita ad Annibale Carracci. Nella chiesa di San Sebastiano è custodita una tela attribuita al Pomarancio (Incoronazione della Vergine, San Francesco e San Sebastiano) donata alla comunità nel 1626 da Sforza Vicino. In quella di San Giovanni è venerata una tela settecentesca dell'Immacolata. Vignanello ha dato i natali a Clarice Marescotti (1589-1640), figlia di Marcantonio e Ottavia Orsini, beatificata nel 1726 e quindi canonizzata da Pio VII con il nome di Santa Giacinta nel 1807.

L’oracolo di Viterbo

Clarice Marescotti nacque a Vignanello nel 1589. Per il suo carattere ribelle venne affidata dai genitori alle suore di San Bernardino a Viterbo. Poiché una volta tornata a casa insisteva nelle sue intemperanze, il padre le propose ironicamente di farsi monaca. Clarice, in gesto di sfida, accettò ed entrò in convento. Ma anche qui pretese che le venissero riservate particolari attenzioni e non volle rinunciare ad agi e comodità. Dopo qualche anno fu colpita da una grave malattia. Da quel momento fiorì nel suo cuore una convinta vocazione. Cominciò una vita di penitenza fino ad acquistare fama di santità. Molti accorrevano ad ascoltare la sua parola: per questo fu chiamata l’Oracolo di Viterbo. Beatificata nel 1726, fu annoverata nel Canone delle Vergini da papa Pio VII nel 1807.

 

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Come Raggiungere Vignanello

Da Roma, via Cassia fino a Monterosi, quindi deviazione per Ronciglione e Vignanello.

Distanze
Viterbo Km. 18.
Roma Km. 81.
Firenze Km. 208.
Siena Km. 163.
Perugia Km. 107.
Orvieto Km. 52.
Mare (Tarquinia) Km. 61.

 
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