TUSCIA VITERBESE
LA PROVINCIA DI VITERBO
IL NOME TUSCIA
Secondo la tradizione, le antiche popolazioni etrusche
che vivevano nei villaggi dell'alto Lazio, intorno all'attuale Viterbo,
venivano chiamate i Tusci. La loro raffinata civiltà è testimoniata da preziosi
reperti archeologici (riuniti in vari musei) ed estese necropoli. Tuscia
Viterbese è dunque il nome letterario e turistico di questa provincia a
nord di Roma, nel cuore dell'Italia, tra l'Umbria, la Toscana e il mar
Tirreno. I paesi che ne fanno parte, depositari di mille storie e leggende,
s'appostano quasi sempre su primitivi insediamenti strategici, segnalati da
inconfondibili tracce di rocche e castelli.
MARI,
LAGHI E COLLINE
La Tuscia Viterbese si divide in tre zone, cui
corrispondono altrettante particolarità ambientali e urbanistiche: ad
ovest, lungo la costa tirrenica, si affacciano Tarquinia e Montalto di
Castro davanti alle distese maremmane di Canino, Tuscania e Monteromano; al
centro si addensano le colline boscose del monte Rufeno, dei Volsini e dei
Cimini (lago di Bolsena, lago di Vico e la stessa Viterbo); ad est scivola
la valle del Tevere segnata da colate di argilla (calanchi) su cui
traballano antichi centri storici, uno dei quali, Civita di Bagnoregio, di
incredibile seduzione. Confermiamo per questa «porzione» d'Italia tutta
l'ammirazione che i turisti di oggi le riservano, sorpresi di trovarsi in
una regione con risorse storiche e ambientali di incredibile varietà.
COME RAGGIUNGERE LA TUSCIA
Dall'autostrada del Sole le porte di accesso si aprono ai
caselli di Orvieto, Attigliano, Orte e Magliano Sabina. Comodo e veloce il raccordo autostradale Orte-Viterbo che
si percorre in una ventina di minuti. Dal Gran Raccordo di Roma si dirigono
a raggera, verso il Viterbese, le consolari Aurelia, Cassia e Flaminia.
Nella stazione ferroviaria di Orte si incrociano le direttrici per Viterbo,
Firenze, Roma ed Ancona.
LE ANTICHE PIETRE
La sua reputazione si fa aristocratica con le antiche
pietre, spesso immerse nella fitta vegetazione, come è il caso delle
necropoli rupestri di Blera, Barbarano Romano, Norchia e Castel D'Asso,
datate tra il VI e il II sec. a.C.,...(continua)
LA CAMPAGNA DELLA TUSCIA
Il paesaggio della Tuscia Viterbese ha il pregio, assai
raro, della mutevolezza, proponendo un ricco campionario di occasioni
ambientali che poche altre zone d'Italia possono vantare...(continua)
ARCHITETTURA SPONTANEA
Ricchezza di acque e di boschi, terreni fertili sia in
pianura che in collina, clima relativamente mite anche d'inverno...(continua)
TERME
A Viterbo la sorgente simbolo è quella del Bulicame
(Dante se ne ricorda più volte nella Divina Commedia) che insieme ad altre:
Bagnaccio, Zitelle, Carletti...alimenta un bacino ipertermale di
apprezzabili proprietà, soprattutto per la fangoterapia...(continua)
SAGRE, MUSICA E FOLCLORE
Patate, lattarini, porchetta, coregone, gnocchi,
lumache, agnello, bistecche, frittelle, biscotto, vino, fagioli, castagne,
nocciole, olio, ciliegie, bruschetta... per ognuno di questi prodotti c'è
una sagra tra musica, folclore e fuochi d'artificio...(continua)
CUCINA LOCALE
Sa di Roma, profuma di Toscana ed ha la «povertà»
dell'Umbria...(continua)
I VINI
Per conservarli e addolcirli usavano il miele,
soprattutto quello vergine di thimo; tra i più ricercati c'era il moscato Apiana;
ottimi i vitigni Tuderna, Pharia e Talpana. Dagli Etruschi ad
oggi la coltivazione della vite ha fatto nella Tuscia Viterbese progressi
entusiasmanti, ricevendo ovunque unanimi consensi: quelli più datati sono
dell'Abate Defuc che, da Montefiascone, nel lontano 1111, dopo aver gustato
il Moscatello, lanciò la triplice esclamazione Est! Est!! Est!!!…Circa
un secolo più tardi, Martino IV (l'ultimo papa eletto a Viterbo)
riserverà un'eguale acclamazione alla Vernaccia di Bolsena dal profumo
morbido e vellutato che oggi, però, non si produce più. Il retrogusto
amarognolo del bianco Est! Est!! Est!!! è merito di una miscela di
Trebbiano (toscano e giallo) con le Malvasia di Candia e del Lazio ed altri
vitigni minori: ne risulta un vino da tutto pasto e, servito freddo, da
aperitivo. L'Aleatico di Gradoli, ottimo come dessert, viene paragonato al
Porto per il gusto dolce e il profumo vellutato; il tris si completa con
l'Orvieto (parte dei vitigni appartiene al Viterbese), bianco paglierino
dall'odore gradevole e delicato.