La sua storia è strettamente legata ai signori che si
sono succeduti nel possesso del castrum, soprattutto gli Orsini (che
iniziarono la costruzione del palazzo baronale sulle strutture del vecchio
maniero medievale), gli Anguillara e i Giustiniani cui si deve, agli inizi
del Seicento, una radicale trasformazione urbanistica del paese. Dopo il
principato di Innocenzo X, il palazzo passò agli Odescalchi, divenuti
signori di Bassano nel 1854. L’edificio, che versa oggi in cattive
condizioni, sarà presto oggetto di un provvidenziale restauro. Notevole,
nel piano nobile, la sala dipinta nel XVII secolo da Francesco Albani: è
dedicata al mito di Fetonte che nella volta propone un grande effetto
pittorico. Vi sono raffigurate la Caduta di Fetonte dal carro e, alle
pareti, le nefaste conseguenze sulla terra: i boschi bruciano, Galatea fugge
con il suo seguito, Nettuno appare in preda all'ira sul suo carro, le acque
si ritirano scoprendo i corpi delle sirene.
Al Domenichino si devono invece le Storie della vita
di Diana e a Paolo Guidotti Farnese le allegorie dell aAeterna
felicitas. Le Storie di Psiche sono attribuite a Bernardo
Castello, amico del Tasso e di Giovan Battista Marino. Ai seguaci di Antonio
Tempesti vengono riconosciuti i paesaggi di fantasia che decorano la stanza
delle Quattro Stagioni. Attiva anche la scuola degli Zuccai e del
Bertoja nelle grottesche della loggia. La presenza di opere eseguite
precedentemente alla gestione dei Giustiniani sarebbe documentata, nel
camerino del Paradiso, da una veduta del palazzo ancora circondato da
abitazioni del tempo degli Anguillara.
Nel centro storico la chiesa di Santa Maria Assunta in
Cielo del XVI secolo sorge sui resti di una primitiva cappella di forme
romaniche. L’interno a croce latina conserva il palchetto dove pregavano i
Giustiniani e la reliquia di San Gratiliano, racchiusa in un busto d’argento.
Il santo viene festeggiato il 12 agosto, data del suo martirio a Falerii nel
Viterbese. Nel 1437, secondo la leggenda, mentre il sacro cimelio veniva
trasportato da Civita Castellana a Sutri, la testa uscì dalla cassetta che
la conteneva e, rotolando, venne a fermarsi nel luogo ove poi fu edificata
la chiesa di Bassano. Nelle vicinanze del paese, presso il borgo di San
Filippo, sorge il santuario della Madonna della Pietà, meta ogni
anno (la domenica successiva all'Ascensione) di una singolare processione
cui partecipano solo uomini vestiti di bianco. Notevole, lungo la strada per
la stazione ferroviaria, il grandioso complesso del monastero di San
Vincenzo, dove è allestita una casa per ferie per l'accoglienza e i
pellegrinaggi. La monumentale chiesa di San Vincenzo martire venne
eretta per volere di Vincenzo Giustiniani intorno al 1630, co me mausoleo
gentilizio, probabilmente su progetto di Carlo Maderno e Francesco Borromini.
Doveva essere il centro di un villaggio, denominato Giustiniano, che non è
mai stato realizzato.
Nella sagrestia si custodisce una statua marmorea del Salvatore
Portacroce attribuita allo scultore Ippolito Buzio. Sull'altare del
transetto di sinistra è collocata una tela di scuola fiamminga con San
Vincenzo martire.
Il vasto monastero fu costruito nell'immediato dopoguerra
dall'abate Ildebrando Gregori (dell'ordine dei Benedettini-Silvestrini) per
l'accoglienza e l'istruzione dei bambini poveri.