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San Martino al Cimino
Abitanti 3865
L’abitato seicentesco (preziosa testimonianza di
urbanistica barocca), cui si accede da due porte, è dominato dalla chiesa
abbaziale e dal palazzo Doria-Pamphili. La prima costituisce la
testimonianza più spettacolare di un'antica abbazia eretta dai cistercensi di
Pontigny agli inizi del XIII secolo. Nella facciata, circondata da due torri
campanarie seicentesche (progettate dal Borromini), sormontate da cuspidi
piramidali, si apre una grande polifora gotica; notevole la parte esterna
dell'abside a forma poligonale con doppio ordine di monofore. Il solenne
interno, a croce latina con volte a crociera a tre navate divise da archi
ogivali sorretti, alternativamente, da pilastri cruciformi e colonne, richiama
lo stile borgognone, rappresentando uno dei più singolari esempi di arte
gotica nel Viterbese. Lo stemma sul capitello della prima colonna di destra
della navata centrale verso l'altare (la più antica e rara testimonianza
della costruzione originaria) è del cardinale Francesco Todeschini
Piccolomini. Nel transetto di destra è custodito un pregevole stendardo di
Mattia Preti (1613-1699) raffigurante San Martino a cavallo nell'atto di
donare il mantello ad un povero (nel retro, Cristo in pietà). In
quello di sinistra è collocato un organo (inizi Novecento) a trasmissione
meccanica proveniente da una chiesa anglicana. La cancellata barocca con
insegne pamphiliane (inizio della navata destra) accoglie un fonte battesimale
del Seicento. Sul pavimento della nave centrale (presso l'ingresso) una grande
lapide di marmo, dettata nel XVII secolo dalla principessa Olimpia Maidalchini,
ricorda il cardinale Raniero Capocci, benefattore della costruzione, e il
cardinale Francesco Piccolomini, committente di concreti rifacimenti
dell'abbazia nel XV secolo. Un'altra lapide marmorea, nel presbiterio, è
posta sulla tomba della principessa Olimpia, cui si deve, intorno alla metà
del XVII secolo, la costruzione del palazzo sopra alcune strutture abbaziali e
il restauro della sala capitolare che si apre sullo spazio dove un tempo
sorgeva il chiostro. I progetti hanno anche riguardato il nuovo assetto
urbanistico dell'abitato che presenta una delle prime forme di casette
popolari a schiera. Il palazzo Doria-Pamphili, completamente ristrutturato
negli anni Ottanta del secolo scorso dall'allora Ente provinciale per il
Turismo di Viterbo, accoglie un centro congressuale e culturale.
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Come Raggiungere San Martino al Cimino |
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Da Roma, via Cassia fino a Monterosi, quindi deviazione per Ronciglione e San Martino al Cimino.
Distanze
Viterbo Km. 5.
Roma Km. 69.
Firenze Km. 215.
Siena Km. 171.
Perugia Km. 106.
Orvieto Km. 59.
Mare (Tarquinia) Km. 41.
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Dormire a San Martino al Cimino |
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Mangiare a San Martino al Cimino |
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Servizi |
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